Chi siamo

AIEM. Un’associazione di professionisti museali.
AIEM. An association of museum professionals.

Siamo educatori ed educatrici di ogni parte d’Italia che, attraverso l’Associazione, vogliono portare all’attenzione pubblica la propria professione, poco valorizzata anche in termini economici e contrattuali.

Perché l'educatore è importante all’interno dell’istituzione culturale?
L'educatore permette la creazione di reti tra i vari agenti educativi. La costante attività di ricerca e aggiornamento si traduce in azioni molteplici focalizzate sulle persone e la valutazione dei processi educativi è volta a migliorare l'impatto sociale dell'istituzione culturale stessa.
Pertanto, AIEM persegue i seguenti scopi:
Valorizzare, promuovere e tutelare la specifica attività svolta dai propri associati in quanto educatori museali e al patrimonio culturale.
Concorrere alla definizione della professione, all’identificazione di standard professionali e principi deontologici, unitamente alla verifica del loro rispetto.
Salvaguardare il prestigio e la dignità professionale dell’educatore museale, anche dal punto di vista salariale e contrattuale, assumendo ogni iniziativa utile a contrastare qualsiasi forma di discriminazione.
Rappresentare presso le istituzioni e le amministrazioni preposte alla valorizzazione e alla fruizione dei beni culturali le esigenze della categoria.
Collaborare attivamente con enti pubblici e/o privati, organizzando direttamente e/o partecipando a tavole rotonde, seminari, corsi di formazione, conferenze e manifestazioni, allo scopo di promuovere la specificità delle competenze dell’educatore museale.
Favorire le relazioni degli educatori museali in ambito nazionale e internazionale, nonché con tutti coloro che si interessano di educazione museale, al fine di sviluppare buone pratiche.
Educators throughout Italy, who through AIEM (Italian Association of Museum Educators) want to draw public attention to their profession, scarcely valued especially in financial and contractual terms.

Why are educators important in a cultural institution?
Educators carry out a constant activity of research and professional development, which translates into multiple actions focused on people. Museum learning is a profession that requires continuous scientific, methodological, technical and ethical professional development, achieved through degrees, courses and both theoretical and practical training.      
Therefore AIEM pursues the following objectives:  
Promote and safeguard the occupation of its members as museum and heritage learning professionals.
Contribute to the definition of the profession, to the identification of the educational paths and professional standards, and to the definition of deontological principles and the verification of their application.
Safeguard the authority and professional dignity of the museum learning occupation, including both contracts and salaries, undertaking initiatives useful to oppose any form of discrimination.
Represent the needs of the profession among institutions and bodies in charge of the promotion and fruition of cultural heritage.
Actively collaborate with public and/or private bodies, organising and/or taking part in round tables, seminars, training sessions, conferences and demonstrations, with the aim of raising awareness of the specificity of the professional competencies required to be a museum educator.
Foster both national and international professional networks, connecting all who work as museum educators or are interested in the profession, with the aim of developing best practices.
Valorizzare, promuovere e tutelare la specifica attività svolta dai propri associati in quanto educatori museali e al patrimonio culturale.
Concorrere alla definizione della professione, all’identificazione di standard professionali e principi deontologici, unitamente alla verifica del loro rispetto.
Salvaguardare il prestigio e la dignità professionale dell’educatore museale, anche dal punto di vista salariale e contrattuale, assumendo ogni iniziativa utile a contrastare qualsiasi forma di discriminazione.
Rappresentare presso le istituzioni e le amministrazioni preposte alla valorizzazione e alla fruizione dei beni culturali le esigenze della categoria.
Collaborare attivamente con enti pubblici e/o privati, organizzando direttamente e/o partecipando a tavole rotonde, seminari, corsi di formazione, conferenze e manifestazioni, allo scopo di promuovere la specificità delle competenze dell’educatore museale.
Favorire le relazioni degli educatori museali in ambito nazionale e internazionale, nonché con tutti coloro che si interessano di educazione museale, al fine di sviluppare buone pratiche.
Mission

La nostra mission.
Our mission.

AIEM è la prima associazione di categoria italiana che riunisce chi si occupa e chi desidera occuparsi di educazione al patrimonio.

I primi obiettivi di AIEM sono il riconoscimento e una definizione aggiornata della professione, insieme alla regolamentazione dei contratti e dei salari, al fine di garantire il miglioramento dei servizi educativi che i siti culturali pubblici e privati possono offrire alle comunità.

Attraverso l’unione di professioniste e professionisti, AIEM svolge azioni di studio e analisi di contesto, lavora attivamente al fine di identificare percorsi formativi e standard professionali e rappresenta l’interlocutore fondamentale per costruire rapporti con le istituzioni e con gli enti culturali e di formazione.

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AIEM (Italian Association of Museum Educators) is the first Italian professional association representing both those who already work and those who aspire to work in the heritage learning sector.

AIEM’s first objectives are the recognition and an up to date definition of the profession, and the regularisation of contracts and salaries, with the overall aim of granting an improvement of the learning services that both public and private heritage sites offer to their communities.

Through the union of professionals working in the sector, AIEM is able to study and analyse the current context, actively working towards identifying educational paths and professional standards, and represents the essential interlocutor to build relationships with institutions and with cultural and educational bodies.
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Come ci definiamo

I confini della professione: compiti e spazi di lavoro dell’educatore museale
in Italia.
The boundaries of the profession: competences and work environments of museum educators in Italy.

Nel caso della professione di educatore museale, parlare di definizione potrebbe essere complicato e certamente riduttivo. Anche la breve storiografia connessa a questo arduo compito ci dimostra che al momento non esiste una definizione univoca, bensì una serie di descrizioni che fungono da linee guida per l’inquadramento dell’ambito di interesse della professione.

Il contributo dell’Associazione al dibattito nazionale.
L’Associazione Italiana Educatori Museali mira in via prioritaria allo sviluppo di una serie di azioni per fare chiarezza attorno ad un tema ancora poco definito e regolamentato.

Le azioni e le riflessioni sono rivolte al superamento della dicotomia educatore museale – responsabile dei servizi museali. Le opportune motivazioni a questo riguardo nascono in primo luogo dalle competenze acquisite nell’ambito dei percorsi formativi che, al momento, sono le medesime per l’una e per l’altra figura.
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Documento sulla professione di AIEM
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La riflessione attuale di AIEM in merito alla definizione della professione.
L’educatore museale:
- Progetta e conduce azioni educative e attività che promuovano l’istituzione quale centro di educazione permanente e ricorrente, stringendo relazioni con il territorio e la cittadinanza e favorendo il dialogo con le altre culture;

- Cura i rapporti con il mondo della scuola, le aziende e altri soggetti che usufruiscono di servizi e di attività educative e/o formative;

- Collabora alla definizione dell’identità e della missione del museo, del progetto istituzionale e della programmazione generale, valorizzando la componente educativa del patrimonio culturale;

- Individua le modalità comunicative e di mediazione, utilizzando metodologie, strategie e strumenti adeguati e funzionali per i diversi destinatari dell’azione educativa e segnalando esigenze e problematiche per una corretta fruizione;

- Partecipa a gruppi di ricerca e collabora attivamente con le altre professionalità coinvolte nell’azione di valorizzazione (curatore, conservatore, restauratore, responsabile della comunicazione e dell’allestimento);

- Conosce i nodi epistemologici della materia di riferimento, nella quale opera in modo integrato con le principali teorie pedagogiche e metodologie didattiche;  

- Realizza testi e materiali specifici per le attività educative ed eventualmente per la successiva rielaborazione dei contenuti appresi durante la visita;

- Co-progetta e, se formato, conduce azioni educative volte all’accessibilità fisica, sensoriale e all’inclusione sociale dei pubblici con differenti bisogni, insieme a specialisti esterni o rappresentanti di comunità con particolari necessità (pedagogisti, educatori sociali, mediatori culturali, medici specialisti, insegnanti, persone con disabilità etc.);

- Collabora alla definizione di strumenti per la documentazione, l’accertamento del gradimento, la verifica e la valutazione delle attività educative realizzate;

- Predispone gli spazi e la strumentazione afferente all’attività educativa da svolgere, nell’ambito delle sue competenze;

- Risponde alla necessità di operare in modo integrato con l’utilizzo e la promozione della tecnologia e il digitale in modo consapevole e riflessivo.

I prossimi passi verso una definizione aggiornata.
Nel percorso che caratterizza l’operato dell’Associazione vogliamo portare la riflessione, anche nell’ambito del dibattito nazionale, a strutturare una definizione che possa rispondere ai seguenti punti, nell’ottica di soddisfare la necessità manifesta di chiarire gli spazi di azione e i requisiti della professione:

- Le conoscenze e competenze dell’educatore museale;
- Gli ambiti di azione dell’educatore museale;
- Gli strumenti dell’educatore museale.

Considerati questi presupposti, l’Associazione muove le sue riflessioni verso un orizzonte della professione che si apre alla flessibilità, all’aggiornamento continuo e alla capacità di saper dialogare e confrontarsi con tutte le cittadine e i cittadini nell’ambito dell’Istituzione pubblica o privata, presso la quale lavora con un approccio etico e responsabile.
It is important to start by saying that a definition of the museum educator’s profession, as much as instrumental to the path started by the AIEM (Italian Association of Museum Educators) towards the recognition and safeguard of this role, must be in constant evolution. This evolution is necessary to respond to the changing needs of audiences and organisations where museum learning takes place, and requires constant updating and transformation. It comes as no surprise then that at present, there is no univocal definition, but a series of descriptions that provide guidelines to frame the profession.

AIEM’s contribution to the national debate.
AIEM aims primarily at clarifying some topics within the national debate on the profession, encouraging for example reflections around unnecessary internal dichotomies, such as that between museum educator and manager of the educational services. These two roles, approached and treated separately within the Italian legislation, require in fact the same competencies and training, therefore AIEM is in favour of transcending formal divisions between the two guaranteeing equal opportunities.

Fundamentally, AIEM’s contribution to the current debate is in line with a vision of the profession that is flexible, open to continuous professional development and committed to an ethical and responsible dialogue with all audiences within any public or private institution where educators work.
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AIEM's document on the profession (ITA only)
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AIEM’s current reflection on the definition of the museum educator’s profession.
Museum educators:
- contribute with their competencies to the promotion of institutions and cultural organization by devising learning programmes and sessions, adapting them to the needs and characteristics of their diverse audiences;

- identify communication and mediation methodologies, using functional tools appropriate for their different users;

- take part in research groups and actively collaborate with other professionals involved in the process of public engagement with the organisation (curators, conservators, communications and exhibitions managers);

- contribute to the definition of the identity and mission of the museum, institutional project and public programme, promoting heritage learning;

- are knowledgeable in the epistemological critical points of the subject matter (e.g. science, art, archaeology, history) in which they operate, integrating it with pedagogical and learning theories;

- plan and deliver educational programmes implementing strategies and methodologies specific to museum learning, adapting them to the needs and characteristics of their users;

- develop educational programmes devising sessions that promote the institution as a driving force of permanent and recurrent learning, liaising with the local territory and communities, and facilitating dialogue among different cultural backgrounds;

- highlight needs and issues of audiences striving for an open fruition of the institution they operate in;

- develop in-session and post-session learning content and resources;

- plan and develop learning sessions that are inclusive of all needs and accessible to all, in collaboration with external specialists or representatives of target communities and groups (e.g. pedagogists, social workers, cultural mediators, doctors, teachers, neurodiversity and disability ambassadors);

- lead on the evaluation of the learning activities and their impact, devising feedback and verification tools;

- liaise with schools, agencies and all users of educational services; 

- lead on decisions regarding learning environments and tools within their role and competencies;

- are aware of the influence of digital and modern technologies on their audiences and reflect on the possible integration of them within learning sessions.

Next steps towards an up to date definition.
To summarise, in light of the evident need of clarifying the competencies and range of action of the museum educator, AIEM aims at contributing to the national debate proposing a definition that includes the following points:

- knowledge and competencies of the museum educator;
- the range of action of the museum educator.;
- the tools of the museum educator. 
La nostra storia

Da “Professione: educatore museale” ad "Associazione Italiana Educatori Museali”.

3 marzo 2020
Un gruppo di educatori museali, soprattutto dai Musei Civici di Venezia, si incontra a Mestre per confrontarsi con la sezione veneta dell’associazione “Mi Riconosci? Sono un professionista dei Beni Culturali” riguardo alla disastrosa perdita di lavoro delle settimane precedenti. Emerge una consapevolezza: gli educatori museali hanno bisogno di costituirsi come associazione di categoria, per far sentire la propria voce e ottenere riconoscimento. Due giorni dopo nasce il gruppo chiuso di Facebook “Professione: educatore museale” e due settimane dopo viene creato il primo logo per mano di Chiara Muzio.
1 aprile 2020
Si condivide un primo foglio di lavoro per riflettere insieme sulle caratteristiche della figura professionale. Nel corso delle settimane questo diventerà la base per la creazione del documento sulla professione, sulla cui attenta redazione si concentrerà per due mesi il primo gruppo operativo.
25 giugno 2020
Esce su “Finestre sull’arte” l’articolo “Gli educatori museali chiedono il riconoscimento giuridico e normativo della professione”, contenente i temi in breve del documento sulla professione denominato: “Per il riconoscimento giuridico delle educatrici e degli educatori museali”. Dello stesso giorno anche una ripresa su Agcult, mentre due giorni dopo sul sito web dell’associazione Mi Riconosci viene pubblicato il testo completo.
Fra luglio e novembre 2020
Si creano i sottogruppi di lavoro, in particolare quello volto a definire la ragione sociale e i vari nuclei operativi destinati alla comunicazione. Viene presentata la prima bozza dello statuto.
Dicembre 2020
Durante una riunione online, il gruppo “Professione: educatore museale” approva il nome della futura associazione di categoria. Una decina di giorni più tardi si eleggono le prime quattro cariche: presidente Marianna di Rosa, vicepresidente Virginia Galli, segretaria Cristina Chiesura, tesoriera Daniela Pietrangelo.
20 gennaio 2021
A Roma vengono apportate le prime firme sull’atto costitutivo, che da quel momento inizierà un tour tramite raccomandata postale, per poter essere siglato dai sedici membri fondatori. Le tappe sono: Lazio, Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Liguria, Toscana. Le ultime due firme avranno luogo a Firenze il 15 aprile 2021.
29 gennaio 2021
L’Accademia di Belle Arti di Firenze accetta di diventare la futura sede dell'Associazione.
9 febbraio 2021
Viene approvata la decisione di iscriversi al CoLAP e nel corso della stessa riunione online viene confermata la prima bozza di statuto da inviare per la revisione.
18 marzo 2021
Prima partecipazione pubblica di AIEM: la vicepresidente e portavoce Virginia Galli interviene alla conferenza di ICOM Toscana dal titolo “Emergenza professioni museali – Educatori Museali: problemi e prospettive”. Il 30 aprile partecipa anche alla conferenza di ICOM Emilia-Romagna dal titolo “Il ruolo dell’educatore museale: tra rischi e nuove prospettive”.
12 aprile 2021
I soci fondatori approvano il nuovo logo dell’“Associazione Italiana Educatori Museali”, creato da Donatella Chiari.
11 maggio 2021
Ore 8.40: Viene ufficialmente fondata l’“Associazione Italiana Educatori Museali” con il deposito dell’atto costitutivo e dello statuto presso l’Agenzia delle Entrate di Firenze.